Tesi di laurea

Tesi di laurea

Continuerò a difendere a oltranza la mia tesi di laurea come prodotto di creatività e fantasia!

La mia tesi era di tipo tecnologico, dal titolo tipicamente lungo: Studio e Realizzazione del Sistema di Puntamento e Guida del Telescopio Raffreddato Infrarosso su Pallone (T.R.I.P.) per Misure di Fondo Cosmologico.

La tesi venne discussa lunedì 17 dicembre 1990 e conseguii la laurea in Astronomia con votazione di 108/110. È curioso come il mio primo pensiero sia stato l'avere accantonato il precedente titolo di Ragioniere!

Il richiamo dell'informatica era comunque forte e abbandonai abbastanza presto le velleità di carriera scientifica, anche per una serie di motivi collaterali. Dalla tesi scaturì comunque un articolo su una rivista internazionale, molto qualificante considerato che, a quanto ne so, si trattò dell'unico articolo di questa portata scaturito dal progetto di allora:

Cortiglioni S. Trabisondi M.
“A real-time sky tracking system for balloon-borne experiments”
Review Of Scientific Instruments, 1993, JAN, V64, N1.- ar17. p. 1515
Review of Scientific Instruments is copyrighted by The American Institute of Physics

Il mio nome compare anche su successive pubblicazioni scientifiche dell'Istituto di Fisica dell'Università di Bologna relative a misurazioni della radiazione cosmica di fondo. A queste ricerche contribuii più che altro per passione, con software che raccolse ed elaborò dati nel corso di missioni in Antartide, Himalaya, Siberia (Tunguska), Artide (isole Svalbard) e transoceaniche, ma questa è un'altra storia.

Grafico di funzioni 3D

Grafico di funzioni 3D

L'ultimo mio programma pubblicato su una rivista, nella tarda era degli home computer, non era un videogame ma serviva a tracciare il grafico di funzioni 3D. Il PC non si era ancora imposto su larga scala, era l'epoca dei primi 386 e il programma fu realizzato per Atari ST, uno dei forti contendenti dell'epoca.

Un programma per tracciare il grafico di funzioni 3D può sembrare oggi molto freddo, ma le superfici tridimensionali che si componevano progressivamente esercitavano allora un  forte fascino, forme astratte in cui uno spirito artistico poteva trovare ispirazione.

Questo software deriva da un mio precedente software di elaborazione immagini astronomiche che presentai alla mostra ESO-CERN Da Infinito a Infinito tenutasi a Bologna nel 1988. Ricordo che le superfici 3D a colori vivaci avevano un grande effetto sui visitatori dell'epoca.

Non è sbagliato vedere questo software come punto d'incontro fra la scienza e le arti visive, per tutto ciò che allora implicava.

Il programma fu presentato nel numero 89 della rivista MC Microcomputer, ottobre 1989. È stata una sorpresa ritrovare di recente quella stessa rivista in versione integrale, on line su issuu.com!

L’Occhio del Coordinatore

L’Occhio del Coordinatore

Proseguendo con il filone fantascientifico dei due primi romanzi, dopo un paio d'anni completai L'Occhio del Coordinatore, che narrava una vicenda avventurosa con ritmo molto sostenuto e personaggi che ancora oggi trovo originali.

Questo romanzo non arrivò in stampa, come non arrivò in stampa nessun mio romanzo successivo. Parliamo pure di perdita di fiducia nel mondo editoriale, o comunque di presa d'atto di un divario profondo fra i miei criteri personali e le logiche delle pubblicazioni su larga scala. Fatto sta che da qui in avanti continuai a scrivere solo per me stesso, seguendo l'ispirazione e accantonando progressivamente il tutto, senza più prendere in considerazione un eventuale pubblico.

In effetti questa fu la mia ultima opera di Fantascienza, escludendo una brevissima appendice a questo stesso romanzo che scrissi per motivi strettamente personali. Ciò che venne in seguito segnò un cambiamento radicale, molto più significativo di quanto io stesso mi aspettassi.

Pivot

Pivot

Proseguendo il mio personale filone fantascientifico, non molto tempo dopo Storia di Astro fu pronto questo nuovo romanzo: più corposo, trama meno lineare, più varia e sostenuta da un ritmo migliore.

Il romanzo venne accettato sempre dalla collana Nova e andò in distribuzione nelle edicole nel marzo 1987. Diverse migliaia di copie vendute, se non ricordo male qualcuna in più della volta prima; un nuovo incoraggiamento personale.

L'immagine in copertina è una mia fotografia sperimentale che piacque alla redazione di allora, potendosi ben inquadrare in un contesto astratto. Anche riguardandola a distanza di anni, trovo che conservi una certa efficacia.

Dark Dimension

Dark Dimension

L'ultimo gioco da me realizzato per ZX Spectrum fu probabilmente il più strano e, onestamente, quello meno riuscito. I concetti alla base del gioco erano interessanti ma probabilmente troppo in anticipo sui tempi: con i mezzi venuti in seguito il risultato sarebbe stato certamente migliore. Il risultato di allora fu comunque un tentativo coraggioso, di genere difficilmente definibile.

Nonostante tutto, il gioco apparve sul numero 36 della rivista Load'n'Run, marzo 1987.

Chi volesse provare l'ebbrezza del retrogaming può ancora giocarlo in emulazione: Trovate tutto il necessario su questo sito.

Mauro Trabisondi

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